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Regime amministrato o dichiarativo: quale scegliere per investimenti esteri

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Regime amministrato o dichiarativo: quale scegliere per investimenti esteri

Quando investi in ETF esteri, devi scegliere tra regime amministrato e dichiarativo. Ecco la differenza.

Regime amministrato

Il broker trattiene le tasse automaticamente. Non devi fare nulla in dichiarazione dei redditi. Commissione del 26% sulle plusvalenze alla fonte. Consigliato per: ETF europei (VWCE, SWDA), obbligazioni europee.

Regime dichiarativo

Le tasse non vengono trattenute. Devi dichiarare tutto nella dichiarazione annuale. Più lavoro, ma vantaggi fiscali per: ETF USA (doppia tassazione dividendi), titoli non europei, criptovalute.

Quale scegliere

ETF europei (VWCE, SWDA, S&P 500 in EUR): regime amministrato (semplice, niente papele). ETF USA non armonizzati: regime dichiarativo (risparmi la doppia tassazione). Criptovalute: regime dichiarativo (obbligatorio). BTP/BOT: regime amministrato (tassazione agevolata 12,5%).

Il mio consiglio

Per la maggior parte degli investitori: regime amministrato con broker italiano (Directa, Fineco). Solo se hai ETF USA non armonizzati, valuta il dichiarativo.

FAQ

Qual è la differenza实践ica?

Amministrato: il broker fa tutto. Dichiarativo: tu (o il commercialista) compili il 730/Redditi PF.

Quanto costa il dichiarativo?

Commercialista: 150-400€/anno. Se investi meno di 50.000€, l'amministrato conviene.

Posso cambiare regime?

Sì, ma è meglio scegliere bene dall'inizio. Cambiare regime richiede trasferimento titoli.

Redazione Rapid Vibe

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